Archivio mensile:Febbraio 2017

Voglio sentirvi vicini – Fra Angelo

Robe, 4  febbraio 2107

         Cari fratelli e sorelle, Soci dell’Araara Onlus,

                                                                  il Signore vi dia pace.

         Non so perché, faccio fatica anch’io a capirne la ragione, ma in questo momento, del sabato sera, che imbrunisce e già si gode il riposo del santo giorno del Signore, ho voglia di mettermi in contatto con voi per dirvi che sono contento che ci siete, non molto di più.                  Forse è anche un pizzico di solitudine che mi spinge a mettermi in contatto con molti, fosse anche in una forma virtuale, ma quando il cuore pensa, ama, ricorda non mi sembra una maniera virtuale, la chiamerei piuttosto misteriosa.                                                                                   Voglio avvolgermi allora nel mistero di sentirvi vicini, parte del mio cammino di prima evangelizzazione e di sostegno ai poveri della terra, i più poveri. Da solo che posso fare? Allora che Dio voglia che questa famiglia dell’Araara possa crescere e sentirsi sempre più unita nell’ideale comune.                                                                                                                                                 Approfitto per confermarvi che sono fedele alla promessa fatta a Natale, di pregare in ogni Eucaristia per voi e per i vostri cari defunti.                                                                                                    Termino con le parole di Papa Francesco che ho voluto affisse in grandi caratteri all’Ufficio delle attività sociali della Prefettura e sono la ragione per cui ci stiamo impegnando nella sfida intrapresa insieme del Centro Neuro Psichiatrico a Robe.

          “Per condividere la vita con la gente e donarci generosamente, abbiamo bisogno di riconoscere che ogni persona è degna della nostra dedizione. Non per il suo aspetto fisico, per le sue capacità, per il suo linguaggio, per la sua mentalità, per le soddisfazioni che ci può offrire, ma perché è opera di Dio, sua creatura. Egli l’ha creata a sua immagine, e riflette qualcosa della sua gloria. Ogni essere umano è oggetto dell’infinita tenerezza del Signore, ed Egli stesso abita nella sua vita. Gesù Cristo ha donato il suo sangue prezioso sulla croce per quella persona. Al di là di qualsiasi apparenza, ciascuno è immensamente sacro e merita il nostro affetto e la nostra dedizione. Perciò, se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita”.  Evangelii Gaudium 274   

     Anche voi pregate tanto per me.

         La pace, fra Angelo