Padre Bernardo con gli alunni delle Scuole

Padre Bernardo con gli alunni delle Scuole

Nagaa, akkam jirtuu ? _ pace, come state ?
Mi piace iniziare con questo saluto in Oromo molto usato per salutare, per augurare ogni bene alla persona a cui è rivolto.
Venerdì tornando da Addis mi sono fermato nel parco di Abijata , dove siamo passati il primo giorno per chiedere informazioni , è un parco bellissimo , molto africano , tutta savana e tanti animali . Sono andato vicino al lago dove ho potuto vedete tanti fenicotteri rosa, bellissimi. Vi scrivo questo così rosicate un po’ e vi rimane il desiderio di tornare , anche se penso che questa idea sia già dentro di voi.
La vostra visita è stata per me una grandissima gioia . Avete vissuto con me l’anniversario dei miei tre anni di missione in Etiopia: don Pierluigi , Responsabile del centro Missionario diocesano , don Francesco e voi giovani . Il Signore che ci parla attraverso la storia che accade ogni giorno, attorno a noi e lontano da noi, mi ha rafforzato nel sentirmi ancora di più “ fidei donum diocesano” , non un navigatore solitario ma un missionario che sente vicino a se la sua Chiesa d’origine. La vostra presenza mi ha aiutato a sentire e interiorizzare che la Diocesi non è lontana ma molto vicina , anche se, vi confesso, che in tanti momenti mi sono sentito “scaricato” in questo ambiente così diverso dal nostro. Da voi ho ricevuto una bella e buona “ spinta” per continuare il mio servizio missionario . Grazie per tutto questo.
Continua la lettura di Lettera ai giovani di Don Giuseppe Ghirelli
Robe, 11 giugno 2017
Ai benefattori e sostenitori del progetto Orfani, gestito da Padre Bernardo.
Carissimi, il Signore vi dia pace.
Sono il Prefetto Apostolico della Chiesa Cattolica di Robe e, a nome mio e di Padre Bernardo, mi rivolgo a voi direttamente per informarvi di alcune novità importanti che si sono venute a creare con riferimento al progetto di adozione a distanza di bambini orfani, che voi sostenete con tanta generosità, costanza e sacrifico. Per ragioni molto gravi e di vario genere, siamo obbligati a modificare il progetto di adozione a distanza di bambini orfani, finalizzato all’istruzione, perché non siamo in grado di rinnovare il contratto stipulato sei anni fa, tra la nostra Chiesa e il Governo. Vi elenco solo due delle ragioni principali che ci hanno obbligato a non rinnovare il contratto e a continuare in maniera informale il nostro sostegno ai bambini orfani e poveri:
1- La stragrande maggioranza di bambini che aiutiamo sono mussulmani. Per noi questo non è mai stato un problema, nello spirito evangelico di carità e amore che ci anima. Ora però sentiamo pesare sulla nostra Chiesa il sospetto di proselitismo in un ambiente prettamente mussulmano. Questo ci impedisce di esporci apertamente e semplicemente con i bambini che aiutiamo, e se lo facessimo solo con i bambini cristiani, rischieremmo di creare tensioni religiose del tutto inopportune.