Natale 2016
Cari amici,
il Signore vi dia pace.
A Natale si fanno i regali ed in genere non si chiedono. Quest’anno, per la prima volta, oso chiedervi un regalo. Mi vergogno un poco, ma sono costretto a farlo perché le opere che il Signore mi chiede di portare avanti per i poveri, i più poveri della terra, gli ultimi e abbandonati, come rifiuti di umanità, specialmente qui in Etiopia, i malati mentali, con la costruzione di un Centro neuro psichiatrico, non è opera che io possa fare da solo. Ci mancherebbe.
Già la Chiesa Italiana, con il suo otto per mille per la carità, ha contribuito per il 70% al progetto. Oggi mentre, facevo un trasferimento bancario alla ditta che sta costruendo l’Ospedale, ho pregato intensamente per la Chiesa Italiana, che il Signore la benedica, la protegga, la aiuti nella conversione quotidiana e ho ringraziato Dio per i Cattolici italiani che, comunque sono un bel segno di carità per il mondo intero.
Ora ho bisogno di tanti altri collaboratori per portare a termine la costruzione dell’edificio Ospedale e poi per la gestione di quest’opera, una vera sfida di carità che è basata esclusivamente sulla fiducia nella Provvidenza.
Per quanto riguarda l’edifico siamo circa ai due terzi dell’opera e, pur in mezzo alle turbolenze politiche di quest’anno, che ci hanno costretto anche a mesi di interruzione per la sicurezza dei lavoratori, sta andando avanti bene.
Per il sostegno all’Ospedale anche per il futuro e la sua gestione, da un anno abbiamo chiesto il riconoscimento governativo per una Onlus che abbiamo chiamato con lo stesso nome dell’Ospedale: Araara: Riconciliazione, in lingua Oromo. La riconciliazione con noi stessi, con gli altri e con Dio è la fonte della salute in generale.
Abbiamo aperto da poco un sito internet, dove si possono trovare notizie utili sia sul progetto dell’Ospedale, sia sulla Prefettura Apostolica. So che molti dei miei amici non usano internet, soprattutto gli anziani, ma anche loro avranno un nipote che sarà super esperto e può farsi aiutare. D’altra parte oggi, ci piaccia o no, i mezzi de comunicazione, quelli postali, per capirci, stanno scomparendo e siamo costretti ad adeguarci, ci piaccia o no.
Allora il sito è: http://www.araaraonlus.org/
Il regalo che vi chiedo è di diventare soci dell’Associazione Araara con l’iscrizione e un versamento annuale di 20 euro. Non è poco quello che chiedo con i tempi che corrono e soprattutto con la sberla del terremoto, soprattutto per i miei amici delle Marche.
Ci voleva pure il terremoto! Direbbe qualcuno, ma sappiamo anche che tutto concorre al bene di chi crede. Così ci dice il nostro caro amico San Paolo, che ci accompagna nel suo stesso travaglio di fede assoluta nel Cristo morto e risorto e nella comunione con lo Spirito che ci è stato donato. I terremoti, quelli geologici o di altra natura, ci aiutano nella debolezza e nell’impotenza assoluta, a vivere nella precarietà e nella relatività di tutte le cose, anche della casa, che è il nostro rifugio, il nostro nido. Aumenta così il desiderio struggente del nido celeste.
Per uscire dal rischio dello scoraggiamento o addirittura della depressione, è buona cosa non chiudersi in se stessi, ma aumentare di più lo stimolo di solidarietà e attenzione agli altri, per cui, il sacrificio che vi chiedo di interessarvi dei più poveri, viene come un aiuto anche psicologico per venir fuori e tirarsi su.
Carissimi, alcuni di voi sono già soci dell’Associazione Araara. A voi, che avete già mostrato interesse, chiedo di poter allargare la cerchia dei soci, tra i vostri parenti, amici, vicini. Anche chi oggi vuol aderire e diventare membro dell’Associazione può fare una piccola cordata nella cerchia familiare e nei dintorni.
So di rivolgermi ai poveri, perché tra i miei amici nessuno è tanto ricco, ma sono proprio i poveri che capiscono le necessità dei poveri ed è tra poveri che scatta la molla della solidarietà. I ricchi lo sono proprio perché i soldi li tengono molto stretti. Tanti poveri solidali però fanno anche tanta ricchezza.
Gli iscritti oggi all’Associazione Araara sono circa cento. E’ nostro obiettivo entro il prossimo anno 2017 arrivare a 500.
L’iscrizione, essendo anche un atto legale, va firmata personalmente, per questo il formulario, che allego insieme al bollettino postale precompilato (che trovate anche sul Sito alla voce “sostienici”), va compilata, firmata e riconsegnata alla direzione dell’Associazione a mano o per posta (vedete che ancora serve la posta, con la classica lettera e i dovuti francobolli?!).
Cari amici, conto sulla vostra generosità. Se qualcuno non può, magari coinvolga altri e passi parola.
Soffermatevi un poco e visitare il Sito http://www.araaraonlus.org/. Vi aiuterà a conoscere meglio anche la Prefettura Apostolica. Il Sito poi è una piazza (a me piacevano le piazze di una volta, che farci?) dove ci si può incontrare virtualmente. I miei amici giovani capiscono bene questo linguaggio e visto che passano tanto tempo in piazze poco pulite, questa è una pizza bella, pulita e piena di vita.
Un regalo per Natale però lo voglio fare anch’io a tutti i soci di Araara: siccome io qui in Etiopia non ho offerte di Sante Messe – ora sono i miei amici più attempati che mi capiscono meglio – offro ogni Santa Messa che celebro in Etiopia, per i vivi e defunti degli iscritti alla Associazione Araara.
Anche il mio è un bel regalo.
E così: Buon Natale a tutti e pregate anche voi tanto per me e per la Chiesa di Gesù che è in Robe.
La pace, Angelo.