BUON NATALE da Padre Angelo

Natale 2017

Carissimi/e,

 il Signore vi dia pace.

Sappiate che il Signore Dio è nostro Padre!” Così comincia l’Avvento di quest’anno con la Parola del profeta Isaia. La prima Parola del nuovo anno liturgico.

Non ci avevo mia fatto caso. È il programma di tutto quanto si svolgerà quest’anno nella liturgia, mentre facciamo memoria delle opere di Dio per rivelare in Gesù la bella notizia di Dio nostro Padre. Il Dio che per amore nostro si fa bellissimo e debole Bambino Gesù.

In questo tempo mi chiedo continuamente: “Se davvero Dio è mio Padre perché spesso mi prendono paura, affanno, preoccupazione, scoraggiamento, sfiducia, tristezza? Perché?”

La risposta non mi sembra difficile: “Perché non credo davvero che Dio è mio Padre”.

Tre settimane fa ero in coda per entrare nel Santo Sepolcro a Gerusalemme. La guida, sottovoce, dopo aver dato le solite spiegazioni, conclude: “Entrate e pregate, qui potete chiedere quello che volete, non chiedete cose piccole, ma molto grandi.” Nei dieci minuti che aspetto in coda, entro nel profondo di me stesso e sento venir su la preghiera che lo Spirito mi suggerisce: “Chiedi solo la fede!” Questo ho chiesto e posso dirvi che sto meglio ora, anche se la fede non è qualcosa che  si possiede una volta per sempre, ma è un continuo atto di fede, uno dietro l’altro, ad ogni nuova provocazione che mi dice che Dio non mi ama, che è lontano da me, che non è mio Padre amoroso e alla fin fine che non c’è.

Viene il Natale per garantirmi che Dio c’è ed è Emanuele: Dio con noi, Padre nostro.

Forte di questa fede posso continuare con allegria la sfida di prima evangelizzazione che mi è stata affidata sei anni fa con la guida della Chiesa di Gesù che è in Robe.

Le tensioni politiche, le violenze e i soprusi, la continua incertezza, la mancanza di nuovi collaboratori, la crisi economica che mi assilla, l’ospedale neuro psichiatrico da terminare ed ogni volta che controllo i lavori la maligna voce che mi dice di aver sbagliato tutto fin da quando ho pensato a questo progetto, sono provocazioni continue che mi obbligano ad una quindicina di atti di fede al giorno e anche di notte.

Fratelli e sorelle che mi accompagnate nel santo cammino di prima evangelizzazione, vi prego, intensificate la vostra preghiera per me.

Un forte abbraccio a tutti e l’augurio di essere anche voi saldi nella fede.

La pace, Angelo.

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