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La Prefettura Apostolica di Robe – Un po’ di storia

Prefettura Apostolica di Robe

                        Nota Storica

La Prefettura Apostolica di Robe nasce con Decreto del Papa Benedetto XVI l’11 Febbraio 2012, sotto la protezione della Madonna Immacolata di Lourdes,   dalla divisone del territorio del Vicariato Apostolico di Meki e Angelo Antolini, frate Cappuccino, viene nominato primo Prefetto Apostolico. S. Teresa di Calcutta è la patrona della Prefettura.

Il Vicariato di Meki 

Nel 1970 il territorio del Vicariato di Meki fu affidato alle cure pastorale dei Missionari della Consolata, ritagliando una parte del vasto territorio del Vicariato Apostolico di Harar. Il 6 Marzo del 1980 in questo territorio fu eretta una Prefettura Apostolica guidata dal Padre Giovanni Bonzanino dei Missionari della Consolata. L’8 Settembre del 1981, Abba Yohannes Woldegeorgis fu nominato Prefetto Apostolico prendendo la sede il 6 Aprile 1982.  Il 25 Gennaio 1992 la Prefettura fu elevata a Vicariato Apostolico di Meki e il Prefetto Yohannes Woledegeorgis fu nominato Vescovo.  

Alla morte del Vescovo Yohannes, nel 2002 Abune Abraham Desta è nominato Vescovo di Meki.

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Angelo da Robe, 24 novembre 2016

Angelo da Robe, 24 novembre 2016

 

            Cari amici di Araara,

                                               il Signore vi dia pace.

            Sto cercando di prender mano con il Sito, sotto la guida premurosa e attenta di Enrico, ma sempre tramite internet, che qui funziona quando vuole e come vuole (o meglio, come qualcuno in alto vuole). Oggi provo a scrivere un vero articolo, una specie di lettera a tutti gli amici di Araara, ma quanti sono? Quanti leggeranno? Come si deve fare per diffondere l’uso del Sito? Sono davvero un pivello di fronte a questo nuovo modo di comunicare, ma ci proverò. 

            La situatione politica in questo momento in Etiopia, diciamo così, è in standby. Lo stato di emergenza proclamato il 9 Ottobre e che dovrebbe durare per sei mesi, sta tenendo tutto e tutti sotto controllo e con un senso di paura e di attesa, in verità non si sa di che cosa. Un proverbio Oromo dice: “Di fronte al tempo e a chi ti tira un bastone di traverso, meglio abbassarsi”. Cito ora il nostro proverbio: “A buon intenditor poche parole” e mi fermo qui, che la prudenza è d’obbligo.

            A voi amici dell’Araara devo, prima di tutto, dirvi dell’Ospedale Neuro Psichiatrico che stiamo costruendo con tanti sforzi e timori. Per quanto mi riguarda, con tanti sforzi e con maggiori timori, economici naturalmente, temendo di aver fatto un passo troppo lungo e di aver preteso troppo. Poi sento sempre una voce nell’intimo che mi rincuora ed è certo la stessa voce che mi ha spinto a osare tanto: “Quello che stai facendo è per gli ultimi della terra, per i miei figli e figlie che non sopporto più che siano buttati lungo le strade dell’Etiopia come le bottiglie di plastica che stanno devastando il paesaggio di questo bel paese”. 

            Vi confesso, con una certa vergogna, chiaro segno della mia poca fede, che molte notti mi sveglio di soprassalto, impaurito da questa sfida intrapresa. Oppure di giorno e purtroppo anche nei momenti di preghiera, mi trovo spesso a far conti che non tornano, dato la grande cifra di denaro che manca. Ai tre milioni di euro del progetto complessivo in cinque anni, mancano quattrocento mila euro. Poi penso che invece dovrei essere pieno di gratitudine a Dio per quanto già ci è stato accordato, in tre anni dalla CEI, e così mi dibatto tra la lode a Dio e la paura nella mia poca fede. Aiutatemi carissimi a essere un uomo di fede, pregate per me.

            Un’altra ragione di lode a Dio siete voi, amici di Araara, ancora pochini, un po’ dispersi, insicuri e timorosi anche voi, però intanto qualcosa di importante si è fatto, l’Associazione, appunto, che non è piccola cosa. Qualche evento si è fatto, ed ora anche questo Sito, che però deve crescere e allargare la rete.

            Avevamo posto come obiettivo di questo secondo anno di poter raggiungere un numero di 500 soci, con la quota associativa di venti euro, cercandoli tra i nostri amici, tra le persone più semplici e volenterose. Non so a che punto siamo.

            Avevamo poi posto come successivo obiettivo di andare a bussare alle porte dei ricchi, porte spesso  ben serrate, ma bisognerà pur provare, per aiutarli, naturalmente. E’ un gran servizio ai ricchi poterli aiutare ad aprire il cuore ai poveri, perché possano salvare la propria anima ed entrare nella vita eterna. Su questo argomento, che è poi la Parabola del Ricco Epulone, mi riprometto di scrivere qualcosa a suo tempo. Non oggi che sono già stato lungo. Dicono, infatti, gli esperti che siccome si legge sempre meno, se si vuol essere letti ed incisivi, bisogna almeno essere brevi, oltre che interessanti.

            La pace e pregate tanto per me. Angelo.

 

Eventi2

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Il giorno 16 Ottobre 2016, presso la sala della Parrocchia  San Giovanni Bosco, in zona Conceria di Fermo  è stato organizzato il secondo incontro per sensibilizzare e informare i presenti sugli scopi e i progetti che l’ Associazione Araaraonlus intende perseguire in questo primo periodo.

Oltre a numerose persone erano presenti Don Mauro Antolini, presidente dell’Associazione, Padre Angelo Antolini, prefetto apostolico di Robe in Etiopia e Don Giuseppe Paci della Parrocchia San Giovanni Bosco.

Don Mauro Antolini ha illustrato la storia dell’Associazione, mettendo in evidenza come in poco tempo è stata riconosciuta come Onlus. Ha poi proseguito indicando gli obiettivi e i progetti messi in atto, chiedendo a tutti una partecipazione fattiva come impegno per una vita cristiana.

Don Angelo Antolini ha raccontato la storia della sua missione in Etiopia, le opere realizzate con l’aiuto generoso delle persone conosciute. Si è poi concentrato sul progetto di costruzione di un Ospedale Neuro Psichiatrico, nel quale presteranno la propria opera  le Suore di Madre Teresa, che già prestano servizio di accoglienza agli indigenti e ai malati mentali nella città di Goba. L’Ospedale che la Chiesa Cattolica intende costruire avrà la sua sede a Robe a 10 km. da Goba. La struttura vuole prestare servizio medico ambulatoriale, consulenza, formazione, diagnosi e cura per i malati mentali e per persone con problemi neuro psichiatrici. Don Angelo ha terminato il suo intervento ringraziando tutti i presenti per la disponibilità mostrata.

Don Giuseppe Paci, infine, ha illustrato il volume sulla storia della Chiesa di San Giovanni in via di definizione i cui proventi saranno a favore del progetto dell’Associazione Araaraonlus.

L’incontro è terminato con una cena conviviale offerta e gestita dai volontari dell’Associazione.

Durante l’incontro sono stati raccolti 600 € da destinare al progetto dell’Associazione.

Si ringraziano sentitamente tutti i partecipanti.

Don Mauro Antolini