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Assemblea Generale e Incontro del Direttivo _ Araara ONG

Robe, 28 dicembre 2016

                Araara O.N.G.  (Organismo Non Governativo)

                Minute dell’Assemblea Generale e Incontro del Direttivo

                Mercoledì alle ore 17,00 del 28 dicembre 2016, nella sala museale di Kofale, inizia l’incontro dell’Assemblea Generale e del Direttivo dell’ Araara Ong.   All’Assemblea Generale sono presenti con me, i 25 soci, il Direttore Generale e fondatore Fayisa Gammada, il cofondatore Hirpho Desiso e tutto lo staff dirigente.

                  Apro i lavori con un momento di preghiera silenziosa (molti non sono cristiani) poi ripercorro velocemente gli eventi salienti dei sei mesi passati dal riconoscimento legale dell’Araara Ong. Purtroppo sono stati mesi molto difficili e drammatici, iniziati subito con l’assassinio del nostro autista Desta Kadir a fine giugno. Fu proprio lui che mi accompagnò a casa da Shashamanne, la sera della prima Assemblea Generale.

                Altre sofferenze, paure e lacrime per i tanti morti delle sommosse popolari di questi mesi, culminati con la strage di centinaia di uomini e donne nella Herrecha (festa religiosa culturale  Oromo dove si erano riniti più di due milioni di persone) del 2 Ottobre, a Bishoftu, con conseguente Stato di Emergenza, che continua. Nonostante tutto, ci siamo sorpresi di quante cose siano state fatte.

                Fayisa illustra con un Power Point, gli obiettivi, il cammino fatto, il piano per il 2017, le difficoltà incontrate, il rapporto economico e le decisioni da prendere in Assemblea.

Scarica qui il Power Point

Decisioni dell’Assemblea Generale:

a-  L’Assemblea approva che l’Araara Ong possa intraprendere progetti di I.G.A.           (Income Generating Activites – Attività di Auto Sostegno), con progetti da presentare alla  approvazione governativa.  

b-  Il Direttore Generale proceda al più presto per i dovuti riconoscimenti legali.

c- L’Assemblea elegge un dirigente in sostituzione di Husen Hamu, che ha lasciato la nazione. È eletta la Signora Bekkelec Waritu, Direttrice Didattica del Segretariato Cattolico di Robe 

d- L’Assemblea stabilisce la quota associativa in 300 ETB (14 Euro) e si procede alla campagna dei soci.

               Si termina con la cena.

                                                                                   Fra Angelo Antolini

                                                                              Prefetto Apostolico di Robe

 

Natale 2016.Verbum caro factum est!

Il Figlio di Dio è nato per noi e ci ha donato la pace

Il messaggio completo, invece, suona così:sulla grotta di tanti presepi, il messaggio degli angeli è stato mutilato, ridotto a metà. C’è scritto solo:“Gloria a Dio nel più alto dei cieli”. In tempo di crisi si fa economia. Tutti guardano, leggono, sono contenti e forse pensano: È giusto. Innanzi tutto dobbiamo essere sicuri di dare a Dio l’onore e la gloria che gli sono dovuti!

“Gloria a Dio nel più alto dei cieli. e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”.

La pace come dono di Dio,che può essere solo accolto, custodito, protetto. Dono che non si può ricevere come premio e non si può meritare o conquistare. Un grido di gioia lanciato verso il cielo.Un messaggio per la terra. Anzi due, di poche parole essenziali e bellissime: “Pace agli uomini, che egli ama”.

Il secondo messaggio riguarda i destinatari. Tutti gli uomini e tutte le donne, nessuno escluso, sono amati dal Signore. Proprio così: tutti sono amati dal Signore. Chi lo merita e chi non lo merita.Chi ne è degno e chi non lo è, i buoni e i cattivi, i santi e i peccatori.

“Sulla terra pace agli uomini, che egli ama”, in un passato un po’ lontano, alcuni decisero che fosse necessario correggere il messaggio degli angeli – quello originale, che l’evangelista Luca al suo tempo aveva scritto nella lingua greca, proprio per farsi capire da tutti –perché era esagerato. Così hanno sostituito l’espressione:

con: “Pace in terra agli uomini di buona volontà”.

l termine Biblico shalom, nella sua accezione più ampia e completa significa ben/essere, pace, salute, concordia con tutti, serenità, prosperità, lavoro, sicurezza. Shalom esprime in sé tutte le condizioni che concorrono alla felicità dell’uomo. Perché questo è il desiderio di Dio: che ogni creatura cresca, maturi e si santifichi; cioè, che ogni creatura sia pienamente felice. Così facendo hanno scompaginato tutto. Non è più un messaggio di Dio per gli uomini. È scomparsa la verità che dice la pace come dono di Dio (Messaggio di G. Paolo II, 1982). È stata eliminata l’altra verità bellissima, che gli uomini, tutti gli uomini e tutte le donne, senza eccezioni e senza condizioni, sono amati da Dio. Sempre.
Uniamoci a questa corale e a questa danza. Cantiamo a tutti: Shalom/felicità. Shalom a te, perché Dio ti ama. Shalom nel cuore di ogni persona. Shalom ad ogni creatura. Shalom in ogni angolo della terra. Chiediamo allo Spirito creatore che faccia di ciascuno di noi, il custode della felicità di ogni fratello. Sintonizziamo bene il nostro orecchio, perché se ascoltiamo attentamente, ancora si ode il messaggio degli angeli, quello originale, che risuona nei cieli di Betlemme e nei cieli di tutte le nostre città:li angeli, invece, visto che shalom è un dono d’amore, dato gratuitamente, perché Dio ama gli uomini – ama proprio ogni donna e ogni uomo, a prescindere dalla loro buona volontà – presi da grande entusiasmo, hanno messo in musica il messaggio. Hanno composto una bella melodia e lo hanno cantato da per tutto, con precisione, con scrupolosità, senza, togliere neppure una virgola alla Parola di Dio (ci mancherebbe!), volando e danzando nei cieli di Betlemme. Addirittura, lo hanno cantato così bene e così a lungo, che si son tanto distratti che – così si dice –, sono tornati in paradiso con molto ritardo.

Gloria a Dio. Shalom e felicità alle donne e agli uomini, perché tutti sono amati dal Signore. Sempre.

Fr. Giuseppe Celli

Un grazie agli associati

Carissimi amici,

con gioia immensa iniziamo insieme questo cammino di solidarietà con i più poveri dei poveri, quelli che non hanno voce nemmeno nella loro realtà povera di Etiopia.

 La nostra associazione ha mosso i primi passi nel 2015, è stata riconosciuta come ONLUS i primi di luglio, diventando operativa immediatamente.

L’obiettivo che ci siamo posti per l’anno 2016 e che ci proponiamo anche per il 2017 è quello di divulgare questa nostra realtà che tanto ci sta a cuore e che cerchiamo di sostenere con la nostra associazione, attraverso la campagna dei soci.

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